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DSA A MILANO

DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO

Con l’acronimo DSA si intendono tutti quei disturbi di apprendimento, regolamentati solamente nel 2010 grazie alla legge 170, che comportano difficoltà in ambito sia scolastico che lavorativo.

Ma nello specifico cosa vuol dire DSA? Di seguito analizziamo cosa significa l’acronimo DSA:

  • Disturbi: indica la loro origine neurobiologica con esordio in età evolutiva.
  • Specifici: non vi è dunque una compromissione del quoziente intellettivo globale, ma riguardano solamente gli apprendimenti.
  • Apprendimento: riguardano gli apprendimenti nello specifico (lettura, scrittura e calcolo).

I dati epidemiologici, stimati sui casi di DSA, indicano una prevalenza del 5% della popolazione generale.

Consideriamo, dunque, che circa un bambino su venti in età scolare presenta tale problematica! È necessaria, pertanto, una giusta formazione specialistica dei professionisti coinvolti e una maggiore attenzione da parte dell’istituzione scolastica nell’individuare precocemente i segnali di fragilità. Se vuoi ricevere maggiori informazioni o prenotare un appuntamento per una valutazione DSA a Milano, saremo lieti di riceverti presso il nostro studio.

DIAGNOSI E TRATTAMENTO DSA A MILANO

Nonostante i DSA siano inseriti all’interno dei disturbi del neurosviluppo, considerarli una malattia invece che inquadrarli come un diverso funzionamento del cervello, può portare a fraintendimenti sia da parte dei professionisti che degli interessati.

Per una corretta diagnosi e un’indagine accurata sono necessarie dalle 3 alle 4 ore e occorre tempo per effettuare lo scoring e per mettere in correlazione i dati ottenuti dai diversi test specifici per i DSA.

Sebbene qualche campanello d’allarme sia presente già in età prescolare, la diagnosi non può essere effettuata se non dopo l’inserimento scolastico.

Pertanto, le linee guida della “Consensus Conference” indicano la possibilità di fare diagnosi a partire dalla fine della seconda elementare. 

Bisogna fare una distinzione tra i disturbi e le difficoltà di apprendimento. I primi, nonostante un percorso di intervento, della durata minima di sei mesi, non migliorano significativamente; nei secondi invece i risultati sono più visibili e si evidenzia un significativo recupero.  

L’équipe che si occupa della diagnosi DSA deve essere multidisciplinare ed è composta da:

  • neuropsichiatra infantile, il quale si occupa di effettuare la raccolta anamnestica e clinica, allo scopo di escludere deficit sensoriali e problematiche genetiche che potrebbero condurre a difficoltà nell’area degli apprendimenti;
  • psicologo, il quale si occupa sia di effettuare la valutazione cognitiva tramite test standardizzati sia di condurre colloqui con l’utente per scoprire eventuali fragilità emotive;
  • logopedista, il quale valuta la parte comunicativa e linguistica.

Se stai carcando uno studio specializzato per una corretta valutazione DSA a Milano, sei nel posto giusto. Lo studio Lenia propone di seguire l’utente dalla sua presa in carico fino all’eventuale “certificazione DSA”, prevista ai fini di legislativi.

La letteratura, per ciò che concerne il trattamento DSA, suggerisce che non esiste una risoluzione completa dei sintomi, ma lo scopo ultimo del percorso è quello di migliorare la funzionalità dell’individuo al fine di favorire un adeguato utilizzo delle proprie risorse.

COSA È LA DISLESSIA

Iniziamo subito con il dire che la dislessia NON è una malattia!

Pertanto le alterazioni neuronali funzionali non compromettono la salute del soggetto.

Inoltre il dislessico presenta delle capacità cognitive nella norma, spesso anche superiori rispetto al campione normativo di riferimento.

La dislessia infatti è un disturbo dell’apprendimento caratterizzato dalla difficoltà di automatizzare correttamente il processo di lettura e i parametri prevalentemente alterati sono: la velocità e l’accuratezza.

Esistono diversi tipi di dislessici ma per comodità si possono dividere in quelli con:

  • Dislessia lessicale-superficiale: la compromissione riguarda la via lessicale (via che consente di riconoscere la parola nel suo insieme) in questo caso il soggetto fa fatica a recuperare dal magazzino lessicale (logogen) le parole ad alta frequenza d’uso e si appoggia alla via fonologica. Il risultato è una lettura molto lenta e difficoltosa per le parole omofone non omografe (ad es. difficoltà a distinguere “luna” – “l’una”; “letto” – “l’etto”);
  • Dislessia fonologica: è compromessa la via fonologica (via che consente di convertire i grafemi in fonemi e di attuare i corretti processi di fusione della parola), in questo caso il soggetto ha difficoltà a leggere le parole sconosciute e le non parole (parole che non hanno significato formate da lettere in sequenza ad es. “ertode” – “barurta”);
  • Dislessia profonda: il deficit riguarda sia la via lessicale sia la via fonologica. In questi soggetti spesso si evidenziano errori semantici (ad es. “sedia” – “tavolo”) ovvero il lettore si avvicina alla parola target ma la scambia con un’altra, errori derivazionali (ad es. “cucinare” – “cuoco”), errori di approssimazione (ad es. “casa” – “abitazione”) o errori visivi (ad es. “porto” – “porta”).

Non è detto che la comprensione del testo sia obbligatoriamente compromessa; di fatto solo in alcuni casi un bambino dislessico non riesce a capire il testo e spesso, quando si presenta questa difficoltà, ci può essere un collegamento con l’ansia che il bambino sperimenta nel leggere ad alta voce davanti ad un adulto. Per ricevere maggiori informazioni sul trattamento della dislessia a Milano presso lo Studio Lenia ti invitiamo a contattarci telefonicamente o via email.

CAUSE E SINTOMI DELLA DISLESSIA

Le potenziali cause della dislessia non sono ancora note. Ad oggi le ipotesi più accreditate si riferiscono ad un ipotetico diverso funzionamento delle connessioni delle reti neurali.

La dislessia ad oggi è un disturbo inserito nella macro-categoria dei disturbi specifici dell’apprendimento (ad origine neurobiologica) e i criteri diagnostici indicati dal manuale DSM sono:

  • Lettura delle parole imprecisa o lenta e faticosa (la comprensione del significato del testo di norma non è un parametro che viene preso singolarmente in considerazione per la diagnosi di dislessia, ma è importante stabilire se tale difficoltà si manifesta, poiché ciò può compromettere le abilità scolastiche);
  • Le abilità scolastiche colpite sono notevolmente e quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l’attività cronologica dell’individuo e causano significative interferenze con il rendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana;
  • Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici;
  • Le difficoltà di apprendimento non sono meglio giustificate da disabilità intellettive, acuità visiva o uditiva alterata, altri disturbi mentali o neurologici, avversità psicosociali, mancata conoscenza della lingua dell’istituzione scolastica o istituzione scolastica inadeguata.

Per il corretto protocollo diagnostico, come precedentemente accennato, è necessario avvalersi di diversi strumenti per valutare la possibile diagnosi differenziale con l’ausilio di  prove mirate.

Inoltre bisogna specificare se la compromissione della lettura interessi maggiormente: l’accuratezza della lettura di parole, la velocità, la fluenza della lettura stessa o la comprensione del testo.

Di seguito elenchiamo i sintomi della dislessia più comuni:

  • Difficoltà di apprendimento;
  • Difficoltà nel recuperare le parole dal magazzino lessicale durante una conversazione;
  • Difficoltà di mantenere costante l’attenzione;
  • Disorientamento spazio-temporale;
  • Eloquio simil balbuziente.

TRATTAMENTO DELLA DISLESSIA

In merito al trattamento della dislessia diversi ricercatori hanno studiato le reali possibilità di miglioramento del soggetto dislessico.

Esistono dunque delle soluzioni per la dislessia?

La letteratura suggerisce che non esiste una risoluzione della dislessia ma lo scopo ultimo del trattamento è quello di migliorare, partendo sempre dalla condizione del soggetto, la sua funzionalità al fine di favorire un adeguato utilizzo della lettura come metodo di comunicazione e di ampliamento delle conoscenze.

Il trattamento si può considerare efficace se il miglioramento è significativo rispetto alla variabile di maturazione, ciò significa che un dislessico comunque nel corso degli anni aumenta la velocità di lettura e l’accuratezza; quindi un trattamento è ritenuto tale se il bambino migliora in modo significativo rispetto a quanto potremmo attenderci da un’evoluzione naturale e se tali cambiamenti sono stabili nel tempo.

Il centro Lenia si propone di seguire le tappe del bambino dislessico dalla sua valutazione alla presa in carico. 

COSA FA IL LOGOPEDISTA?

Come accennato in precedenza la figura del logopedista è fondamentale sia nella valutazione sia nella riabilitazione dei bambini dislessici e/o con altri disturbi specifici dell’apprendimento.

Tra le mansioni e le competenze che ricoprono tale figura sanitaria ricordiamo:

  • La valutazione, la presa in carico e la cura di patologie rivolte alla voce, linguaggio e comunicazione;
  • Lo studio dell’apprendimento e delle sue funzioni sottostanti (memoria ed attenzione).

Tale figura professionale è anche fondamentale nel campo della prevenzione, infatti, come è ormai noto, i bambini che manifestano problematiche nel linguaggio in età prescolare hanno più probabilità di rivelarsi con difficoltà di apprendimento nella successiva età scolare. 

Durante la prima visita con il logopedista, il professionista è tenuto a raccogliere, in maniera dettagliata, i dati anamnestici del bambino e valutare i punti di debolezza, ma soprattutto individuare i punti di forza per programmare un’eventuale terapia logopedica.

DISGRAFIA, DISCALCULIA E DISORTOGRAFIA

Quante volte abbiamo sentito una persona adulta dire frasi come: “ho una scrittura terribile”, “la matematica non è stata mai il mio forte” oppure “quando mi danno il resto al negozio devo usare la calcolatrice per vedere se è giusto”.

Questi sono tutti esempi di possibili difficoltà di apprendimento non riconosciute in età scolare e che perdurano nell’età adulta.

Vediamo quali possono essere gli altri disturbi specifici di apprendimento:

  • Disgrafia: riguarda la componente del tratto grafico, infatti i bambini con tale disturbo presentano una scrittura poco comprensibile e disorganizzata. Si tratta di studenti che hanno un’incoordinazione occhio-mano che non permette di eseguire il tratto grafico in maniera automatica, veloce e chiara.
  • Discalculia: rispetto agli altri DSA si può diagnosticare a partire dalla metà della terza elementare poiché le abilità di calcolo si sviluppano più lentamente. I bambini con questa problematica hanno difficoltà nei fatti aritmetici e fanno fatica a svolgere correttamente i compiti di matematica rispetto ai coetanei.
  • Disortografia: in questo caso la compromissione riguarda la parte ortografica della scrittura. Sono bambini che fanno spesso errori di doppie, omissioni (di ”h” o accenti), scambio di lettere o fusioni illegali (ad es. “labicicletta” invece di “la bicicletta”).